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R.P.S. Ricerca Protezione Sicurezza

Organismo abilitato alle verifiche ai sensi del D.P.R. 462/01

Abilitazione D.M. del 12/05/2014 pubblicato sulla G.U. N°132 del 10/06/2014

DOMANDE FREQUENTI

Come bisogna procedere quando viene realizzato un nuovo impianto?

  • Il datore di lavoro entro trenta giorni dalla messa in esercizio dell’impianto deve inviare copia della dichiarazione di conformità rispettivamente all’INAIL, ed all’Azienda ASL competenti per territorio accompagnata dal modulo di trasmissione sottoscritto dal datore di lavoro.
  • Non è necessario inviare con la dichiarazione di conformità gli allegati obbligatori previsti dal DM 20/2/1992. Detta documentazione dovrà invece essere conservata presso il luogo ove è installato l’impianto, e messa a disposizione dei tecnici che effettueranno le verifiche periodiche o a campione.

Chi deve richiedere le verifiche?

Il datore di lavoro, con almeno un dipendente, è obbligato a richiedere la verifica periodica dell’impianto di messa a terra della propria attività da parte di un organismo abilitato.

Qual è la documentazione necessaria per la verifica dell'impianto di terra?

Per poter procedere alla verifica degli impianti di terra, si ritiene essenziale almeno la seguente documentazione con i relativi dati tecnici:

Relazione tecnica contenente:

  • Destinazione d’uso, classificazione degli ambienti, dati del sistema elettrico, tipo di alimentazione, ecc.;
  • Criteri di dimensionamento dell’impianto di terra;
  • Misure di protezione contro i contatti diretti e indiretti;
  • Scelta del tipo di impianto e componenti in relazione ai parametri elettrici e condizioni ambientali;

Elaborati grafici:

  • Schemi di sistema (per gli impianti complessi);
  • Schemi elettrici unifilari (quadri elettrici MT e BT principali e secondari);
  • Schemi planimetrici (impianto di terra, ubicazione dei quadri elettrici principali e secondari con destinazione d’uso locali);

Calcolo, tabelle e/o diagrammi di coordinamento delle protezioni (per la protezione dai guasti a terra);

  • Tipi di dispositivi di protezione;
  • Curve di intervento;

Qual è la documentazione necessaria per la verifica dell'impianto di protezione contro le scariche atmosferiche?

Gli impianti di protezione contro le scariche atmosferiche sono oggetto delle norme tecniche della serie EN 62305 (CEI 81-10). Ai fini della verifica di tali impianti si ritiene necessaria la documentazione prevista dalle citate norme per quanto riguarda l’LPS esterno ed interno.

In particolare essa consiste in:

  • valutazione del rischio da fulmine;
  • progetto dell’LPS esterno (sistema di captatori, calate, e dispersori);
  • progetto dell’LPS interno (sistema di collegamenti equipotenziali, SPD, distanze di sicurezza);

A chi è necessario rivolgersi per effettuare le verifiche?

È necessario rivolgersi esclusivamente agli Organisimi Abilitati (come nel caso di R.P.S.) o alle ASL/ARPA.

Ogni quanto bisogna richiedere la verifica?

La verifica ha periodicità biennale per gli impianti installati in cantieri, in locali adibiti ad uso medico e in ambienti a maggior rischio in caso di incendio. In tutti gli altri casi la periodicità è quinquennale.

Cosa si intende per locale ad uso medico?

L’ Art. 710.2.1 della norma CEI 64-8/7 definisce Locali ad uso medico come:

 “Locale destinato a scopi diagnostici, terapeutici, chirurgici, di sorveglianza o di riabilitazione dei pazienti (inclusi i trattamenti estetici).”

L’Art.710 della stessa norma indica:

“Nei locali ad uso medico è necessario garantire la sicurezza dei pazienti che potrebbero essere soggetti all’applicazione di apparecchi elettromedicali. […]”

Alcuni esempi di locali ad uso medico: ambulatori, sale chirurigiche, camere di degenza, centri estetici, studi dentistici.

I locali ad uso medico si dividono in:

Gruppo 0 (art.710.2.5 CEI 64-8/7)

  • non si utilizzano apparecchi elettromedicali con parti applicate;

Gruppo 1 (art.710.2.6 CEI 64-8/7)

  • le parti applicate sono utilizzate esternamente o invasivamente in qualsiasi parte del corpo, ad eccezione della zona cardiaca;

Gruppo 2 (art.710.2.7 CEI 64-8/7)

  • le parti applicate sono destinate ad essere utilizzate in applicazioni quali interventi intracardiaci o operazioni chirurgiche.

Cosa si intende per Elettromedicale?

L’ Art. 2.2.15 della norma EN 60601-1 (CEI 62-5) definisce APPARECCHIO ELETTROMEDICALE come:

 “Apparecchio elettrico, munito di non più di una connessione a una particolare rete di alimentazione destinato alla diagnosi, al trattamento o alla sorveglianza del paziente sono la supervisione di un medico, e che entra in contatto fisico o elettrico col paziente e/o trasferisce energia verso o dal paziente e/o rivela un determinato trasferimento di energia verso o dal paziente.”

 Si può identificare facilmente se un apparecchiatura è o no un elettromedicale, verificando la presenza dei seguenti simboli nelle etichette presenti sulla stessa:

Tipo Simbolo Riferimento
B omino IEC 60417-5840
BF omino2 IEC 60417-5333
CF cuore IEC 60417-5335

Cosa si intende per ambiente a maggior rischio in caso di incendio?

Sono gli ambienti nei quali il rischio relativo all’incendio è maggiore che in un luogo ordinario, e dipende dalla probabilità che esso si verifichi e dall’entità del danno conseguente per le persone, per gli animali e per le cose.

Gli ambienti a maggior rischio in caso di incendio (MA.R.C.I.) possono essere:

  • luoghi caratterizzati da elevata densità di affollamento, elevato tempo di sfollamento in caso di incendio o elevato danno ad animali e cose (cinema, ospedali, teatri);
  • luoghi aventi strutture portanti combustibili (edifici costruiti interamente in legno);
  • luoghi con elevata concentrazione di materiali esplosivi e/o combustibili.

Il compito di individuare i luoghi a maggior rischio in caso d’incendio spetta al datore di lavoro nell’ambito della fase di valutazione dei rischi.

Cosa si intende per LPS?

Lighting Protection System (Sistema di protezione contro il fulmine): impianto completo usato per ridurre il danno materiale dovuto alla fulminazione diretta della struttura. È costituito da un impianto di protezione esterno e da un impianto di protezione interno.

LPS esterno
È principalmente costituito da captatori (del tipo ad asta o a maglia) collegati all’impianto di terra; la loro funzione è di creare un volume protetto, ovvero una zona che non può essere colpita da fulmini.

Le funzioni della protezione contro i fulmini esterna sono quindi:

  • intercettare le fulminazioni dirette con un sistema di captatori;
  • condurre la corrente di fulmine in modo sicuro verso terra con un sistema di calate;
  • distribuire la corrente di fulmine nella terra attraverso il sistema di dispersori.

LPS interno
Quando l’LPS esterno viene colpito da un fulmine, per un brevissimo istante l’impianto parafulmine si porta a un potenziale molto elevato con altrettanto elevate correnti in gioco. Questo crea una considerevole differenza di potenziale tra LPS e struttura protetta, accompagnata da fenomeni di induzione elettromagnetica. Come conseguenza si possono avere sovratensioni e scariche elettriche all’interno della struttura protetta, anche se questa non è stata colpita direttamente dal fulmine.

L’impianto interno, tramite connessioni metalliche o limitatori di sovratensione, serve ad evitare che scariche elettriche interessino la parte interna della struttura quando il fulmine colpisce l’impianto di protezione esterno o quando il fulmine interessa la linea di alimentazione dell’edificio o cade nelle sue immediate vicinanze.

La funzione della protezione contro i fulmini interna è, in definitiva, quella di evitare la formazione di scariche pericolose all’interno della struttura, in funzione delle protezioni degli impianti elettrici ed elettronici, mediante l’ausilio di scaricatori di corrente e/o tensione, noti anche come SPD (Surge Protective Device).

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